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30 dicembre 2013

2014 PFGSTYLE SOSTIENE LA CULTURA


30 DICEMBRE 2013

CARO FOLLOWER TI SCRIVO  

Domani sarà il giorno del grande ciao. Per un anno che passa e per uno che si scopre. Cammineremo in punta di piedi dentro nuove strade. Voltandoci ogni tanto perché i sentieri battuti, quelli che si conoscono, danno forza e sono la prova che abbiamo camminato. 

Con pfgstyle ho sperimentato percorsi alternativi, inventato temi. Come percepisco la moda lo avete visto, mi piacciono le storie e le mille sfumature dell'interpretazione. Così dopo 9 libri e una discreta attività giornalistica mi sono concessa il lusso di fare "la modella".     

Il 2013 per pfgstyle è stato un anno di grandi soddisfazioni e di progetti importanti. Come WriteWear, il concorso di scrittura e moda da noi ideato, in partnership per la quinta edizione con il Gruppo Zegna. Ma anche tante collaborazioni: MH WAY per esempio, Tense, Liz Earle, Geox, Istituto Modartech, Biblioteca della moda Igor Pallante, Giulia Boccafogli gioielli, Aiino, Fibrae, Roberta Guercini, Viola Vinca Luxury shoes, Bonsui, Superdry, Emanuela Paradiso, MariaGrazia Panizzi, tanto per citarne alcuni. 

E' stato anche un anno modaiolo e pieno di inviti: ricordo ancora il passaggio sul Red Carpet al Festival del Cinema di Venezia, il compleanno del gioielliere Fawaz Gruosi in Sardegna al Billionaire, la Fashion Week di Toronto, il soggiorno al Grand Hotel Villa Serbelloni a Bellagio, la settimana al Grand Hotel di Rimini e tantissimi altri eventi e party. 

Il 2014 ci vedrà lavorare con una bella crew, molto intellettuale e assai scattante. Sarà un anno concettuale e sovversivo. Vi aspetto dunque al nostro fianco. Auguri meravigliosi, adorabili followers!!!.     

L'ANNO CHE STA ARRIVANDO TRA UN ANNO PASSERA', IO MI STO PREPARANDO E' QUESTA LA NOVITÀ 
(LUCIO DALLA)


Tomorrow is going to be the day of goodbye. One year will go by and another one new will begin. All of us will walk new street on tiptoe, turning around sometimes because combed paths are the ones that give you strength. I experimented new ways with pfgstyle and tried new themes. You all saw how I perceive fashion: I like stories and interpretations. So after nine book and my work as a journalist I allowed myself the luxury of "being a model". 2013 was a year of great satisfactions and major projects, like WriteWear in partnership with Gruppo zegna for its fifth edition. But it was also a year of collaborations: MH WAY, Tense, Liz Earle, Geox, Istituto Modartech, Biblioteca della moda Igor Pallante, Giulia Boccafogli gioielli,  Aiino, Fibrae, Roberta Guercini, Viola Vinca Luxury shoes, Bonsui, Superdry, Emanuela Paradiso, MariaGrazia Panizzi, just for saying some of them. And of course it was a super fashion year, full of events: the Red Carpet at the Venice Film Festival http://www.pfgstyle.com/2013/08/venezia-red-carpet-inaugurazione.html , jeweler Fawaz Gurosi's birthday in Sardinia at Billionaire http://www.pfgstyle.com/2013/08/de-grisogonos-fawaz-gruosi-birthday.html , Toronto Fashion Week http://www.pfgstyle.com/2013_02_01_archive.html , my stay at Grand Hotel Villa Serbelloni in Bellagio http://www.pfgstyle.com/2013/05/bellagio-day-1-grand-hotel-villa.html, the week at Rimini Grand Hotel http://www.pfgstyle.com/2013/09/soggiorno-al-grand-hotel-nella-rimini.html and a lot more.

2014 will see me work with a new wonderful crew, intellectual and ready to battle. It will be a conceptual and subversive year. I am waiting for you, followers, to be by our side. For now I wish you an extraordinary new year.
   

21 novembre 2013

SIAMO TUTTI USCITI DAL CAPPOTTO DI GOGOL'


22 NOVEMBRE 2013
PFGSTYLE FOR ROBERTA GUERCINI 

Mai restare abbottonati

Photography Natalie Novarese

Pfg wears: lace coat Roberta Guercini, hat Norwegian Style, shoes Versace

Il cappotto copre, protegge, riscalda. Identifica, diventa simbolo. Ma, soprattutto, difende. Quante volte nei film abbiamo visto lei che si avvolge dentro il cappotto, il vento intorno e lui che la lascia andare. 

Ci viveva dentro anche Albert Camus, Nazionale alla bocca, il bavero alzato declinava così lo status da intellettuale. Ma proteggersi dal mondo chiudendo i bottoni non è salvifico. 

Meglio tenerne aperto qualcuno e proteggersi a metà. Sbottonarsi è un po' come parlare, lasciare all'emozioni la possibilità di uscire. Ma anche di rientrare, se ne avessero voglia.

E se vi intriga sapere di più su Gogol' e il funzionario Akakij Akakievič Bašmačkin, vi lascio alle considerazioni di Gianmarco Marabini. Per noi è andato a vedere l'adattamento teatrale di Vittorio Franceschi, con la regia di Alessandro D'Alatri, in scena questo w/e a Genova. Cliccate QUI e buon proseguimento di lettura.  

*

The coat covers, protects, warms up. Identifies, becomes a symbol. But above all, he defends. How many times in the movies we have seen that she is wrapped in the coat, the wind around and he lets her go. But protect yourself from the world by closing the buttons is not salvific. Better take someone open and protect yourself in half. Unbutton it is a little 'how to talk, let all'emozioni the chance to get out. But to return, if they felt like it. 

11 novembre 2013

L'ATTESA E' UN INCANTESIMO

L'attesa è un incantesimo: io ho avuto l'ordine di non muovermi (R.Barthes)



PFGSTYLE FOR VIOLA VINCA
The philosophy of the shoes

Edward Hopper-inspired photo by Natalie Novarese

Il tema di questo servizio è l'attesa, come proposta da Edward Hopper. L'artista che sapeva "dipingere il silenzio".   


Viola Vinca, nome nato dall'unione di due fiori la viola e la pervinca, è un'azienda toscana specializzata in luxury shoes. I pellami sono di alta qualità e il lavoro di puro artigianato è svolto completamente in Italia.  

3 febbraio 2013

Charleston style in the snow


Ci sono cose che sfuggono così, come la neve gettata in aria. Occorre equilibrio per continuare. E stabilità emotiva. Ieri mattina ho fatto colazione con un'amica che partirà, spero torni con un libro finito. E la sera sono andata ad una festa di compleanno di un'altra persona. 

Ascolto le storie e cerco di restare presente alle mie. Buona domenica a tutti, vi lascio con queste foto scattate qualche giorno fa sulle Dolomiti. 
Dove mi rifugio ogni tanto. A cercare il mio inverno.

Roberta Guercini dress
Melissa boots
Furla bracelet

18 gennaio 2013

Fashion Storytelling Roberta Guercini


[Photos Natalie Novarese]

Per questa seconda puntata di Fashion Storytelling ci siamo affidati ad un'azienda che produce totalmente made in Italy, è diretta da una donna e al suo interno lavora uno staff interamente femminile. La maison  di Roberta Guercini ha un fascino particolare, appena varchi la soglia annusi l'operato. La lavorazione, il profumo di cucito, la perfezione dei ricami. In qualche modo avverti che il tempo della moda ha un orologio tutto suo: creativo e contemporaneo nel risultato, artigianale e preciso nella lavorazione. Come sempre, prima di scegliere i vestiti da indossare, ho cercato la mia suggestione letteraria. In realtà è balzata agli occhi quasi subito, aiutata dalle linee degli abiti che ho visto . Ho puntato dunque su Andy Warhol,sia  perché la collezione richiama gli anni '60 sia perché   il re della pop art invece di sottrarre ragionava sulla teoria del sovrappiù, spiazzando il suo interlocutore con intrecci curiosi del pensiero. "Letto sul giornale che Liz Taylor vende segretamente i suoi diamanti in Madison Avenue per contribuire finanziariamente alla campagna elettorale di suo marito, così ho tenuto gli occhi aperti". Per lo shoot ho scelto l'Hotel di Firenze Rosso 23, un palazzo nobile protetto dalle Belle Arti ora della catena Whythebest , in particolare la stanza dell'affresco che vedete. Forse avrei dovuto spostarmi su spazi più moderni, più conformi al periodo che stavo descrivendo. ma ho preferito accorciare certe distanze. Proprio come fece Andy Warhol con 'Last Supper', ispirato all' 'Ultima Cena' di Leonardo, e realizzato alla fine del 1986.
Ma ora vi lascio all'intervista con Roberta Guercini ricordandovi che proprio in questi giorni, fino al 20 gennaio,  ci sarà  la vendita straordinaria dei capi da lei firmati. Compresi  quelli che indosso in queste foto (dalle 10 alle 18, orario continuato, Via del Fonditore 5 - Zona Roveri Bologna)  

Vita da stilista: mi racconti la tua giornata? 
La mia giornata non ha tregua perché il mio compito non è solo quello di stilista ma, essendo anche titolare dell'azienda, seguo un sacco di cose a 360 gradi. Comunque sveglia alle 7,00 e poi via andare fino a sera. Sai, ci sono periodi dove si approfondisce la ricerca tessuti, si selezionano i vari campionari, si girano le fiere. Tutto per la scelta dei tessuti e i vari accessori. Contemporaneamente si buttano giù un po' di idee, di schizzi. Fino a quando non si comincia a scegliere i temi o cosiddetti mood della collezione e si abbinano i tessuti ai modelli. Con lo sviluppo dei primi prototipi, allora sì che meraviglia! Ma davvero a quel punto non ci sono più orari.
La collezione invernale strizzava l'occhio agli anni '60. E quella della prossima primavera-estate?
Per la prossima collezione P/E sto ancora elaborando un po' di idee. Inizio la prossima settimana a visionare un'anteprima di una mostra di tessuti. Comunque penso ad una donna energica, colorata, un'evoluzione della collezione invernale che guardava agli anni '60. Per l'estate invece prendo ispirazione dalle donne della Thailandia, dai kaftani i colori le stampe tipiche di japuir.
Sei a capo di un'azienda da molti anni, in questo momento di crisi mi pare che gli stilisti nelle loro collezioni osino di meno,  siano in  qualche modo più concreti. Come dire, più calmi. 
Sì, purtroppo è d'obbligo osare di meno visto il periodo che stiamo attraversando. E' vero anche che ciò non vuol dire sminuire o appiattire il prodotto, anzi! Magari si propongono linee più sobrie senza tuttavia trascurare l'importanza della qualità dei tessuti, delle finiture e degli accessori, fattori fondamentali per la realizzazione di capi di pregio che fanno la differenza con i capi "usa e getta" di cui il mercato è saturo.
I tuoi capi sono tutti lavorati in Italia.  Pregi e problemi di questa scelta?
Difendo a piena voce il Made in Italy. Purtroppo questa non è una scelta facile, in quanto in un momento di mercato così particolare non puoi concorrere con i prezzi di cose prodotte all'estero, ma secondo me pian piano la scelta, anche se, difficile, paga. C'è un ritorno al vecchio modo di pensare, meglio un capo solo, ma buono

Roberta Guercini says: "My day is always on the go because my job is not only to fashion designer, but I am also the company owner so I follow everything. Anyway I wake up at 7.00 and then just go on until the evening. You know there are times where we concentrate on research materials, you select samples or go to the sector' fairs. To choose the fabrics and accessories. At the same time you have ideas and drow sketches .Until you begin to choose the mood of the collection and match fabrics to various models.With the development of the first prototypes, that is the best part! But really at this point the schedule becomes very busy. For the upcoming spring / summer collection I'm still working on a ideas .I will begin next week to see a preview of a fabrics. I am thinking of a woman dressed in energetic colors, an evolution of the winter collection. For the summer I will take inspiration from the Thai woman and the kaftans with the colors and prints typical of japuir. Unfortunately is this period you have to dare less. It 'also true that this does not mean downplaying the product! Maybe you offer simple lines without neglecting the importance of the quality of the fabrics and accessories, key factors for clothing that will make a difference with the cheap quality items the market is full of. I want to defend the Made in Italy. Unfortunately, this is not an easy choice, because in this particular time, you can not compete with the prices of things produced abroad, but I think slowly the choice though difficult will pay off. In my opinion there is a return to the old way of thinking, one well made piece of clothing!"

11 gennaio 2013

Pitti second day. Scervino, Kenzo, Joseph Abboud


In questi ultimi due giorni di Pitti ho partecipato a tante sfilate e altrettante cene annesse. Qui, nella foto, stavo andando da Ermanno Scervino, indossavo il tubino nero di Roberta Guercini che mi ha vestito per tutto il periodo della mia trasferta. 

Scervino, per la sua prima volta a Firenze ha voluto chiaramente "manifestarsi": quaranta metri di passerella in vetro fumé, un vero e proprio spettacolo di luci, grandi suggestioni di abiti ricamati con il giglio in primo piano e una location  importante e imponente come il salone del cinquecento. Le foto non sono venute benissimo perciò vi lascio al video molto bello realizzato dallo staff di Pitti. Splendida anche la cena placé, non capita tutti i giorni di mangiare sotto tali affreschi. Sedute insieme a me due carissime amiche e temutissime penne della moda, Patrizia Vacalebri dell'Ansa e Alessandra Iannello del Messaggero. 

Poi è stata la volta di Kenzo, un altro grande nel panorama internazionale della moda,  Humberto Leon e Carol Lim  hanno portato in passerella la forza del dualismo a metà fra l'onorico di Matisse e un giovane guerriero del contemporaneo. Il tutto è avvenuto al piano superiore Mercato Centrale di Firenze e questa decontestualizzazione l'ho trovata straordinaria. Dentro la struttura faceva freddo, ma nei posti numerati abbiamo trovato una coperta calda e uno scaldamani.
Poco dopo Joseph Abboud, la storica design house americana guidata dal direttore creativo Bernardo Rojoha sfilato alla Stazione Leopolda. Meravigliosa la lavorazione dei tessuti. Cena a seguire. Le foto che ho scattate con il cellulare non sono venute un granché, i modelli vanno veloci e faccio sempre fatica a immortalarli. Ve le lascio giusto per rendere l'atmosfera meravigliosa che si viveva qui a Pitti. Nei prossimi post ragioneremo su quanto sia importante relazionare moda e cultura. I risultati si vedono, si respirano. 

9 luglio 2012

My Fashion Book


Ieri mattina a Thiene, nell'ambito di K.lit il primo festival dei blog letterari, ho fatto il mio secondo intervento pubblico. In realtà ho parlato dell'emancipazione femminile attraverso la moda, raccontando alcuni episodi contenuti nel mio libro che uscirà in Spagna ad ottobre per la casa editrice  Anaya
Legato al mio incontro, lo spettacolo di danza dal titolo "Vestirsi di me", coreografia di Laura Chemello e Valentina Motteran. Meraviglioso. Date un'occhiata alle foto qua sotto.

Grazie a tutte le persone presenti, conoscervi è stato bello. 

E grazie anche agli stilisti che mi hanno vestito. In questa occasione: Roberta Guercini per l'abito (ho provato in anteprima la collezione a/i, spettacolare), e Sweet Papillon per gli accessori, creati da Veronica Cattaneo (i colletti in plexiglas sono un must have).

Due brand a me cari, le cui collezioni vi mostrerò prestissimo. 


Yesterday morning, in Thiene, K.lit, the first festival of literarian blogs. I spoke about women's emancipation through fashion (my book will be translated in October in Spain, published by Anaya). Choreography by Laura Chemello and Valentina Motteran, the wonderful dance show "Dress me", see the photos below.

Thanks to all, it was nice to meet you.

And thanks to the designers. Roberta Guercini for the dress (I wore a preview of the A/W collection, amazing), and Sweet Papillon for accessories, created by Veronica Cattaneo (Plexiglas collars are a must have).



Two brand dear to me, I will show you soon.


6 giugno 2012

Roberta Guercini Style


Domenica mi sono tuffata nella splendida piscina di un hotel. La sera prima ero stata ad una festa al mare, l'inizio dell'estate a casa di Gabriele. Quattro chiacchiere con Susy Blady e una bella storia da raccontare. 

Qui indosso un camicione estivo in lino della collezione summer di Roberta Guercini, una stilista di carattere. L'azienda bolognese rispecchia in pieno la filosofia del made in Italy con prodotti artigianali di altissima qualità e lavorazioni sartoriali. 
Sono stata a visitare l'atelier e ho potuto ammirare in anteprima alcuni capi della prossima collezione autunno inverno. Li potete vedere nelle foto. 

Vi aspetto stasera al dibattito "Come ti rendo fashion un blog letterario". 
Si accettano suggerimenti :) 

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